giovedì 6 novembre 2008

L'estinzione dei dinosauri.

In questi ultimi mesi mi son dedicato ad uno studio personale specifico, favorito pure dalle molteplici sollecitazioni personali che mi venivano da esponenti ed organizzazioni del mondo cattolico.

Grazie all’abbondanza dei dati che mi giungevano sulla rete telematica ho visitato siti, analizzato personaggi, effettuato studi di simbiologia su foto di esponenti di spicco e contenuti di articoli più o meno complessi, confrontandoli con i dati già archiviati nel mio server precedentemente.

Ho spaziato dalla sx alla dx, mi sono soffermato sul centro e sui quei “nidi”, apparentemente indipendenti, che sono il frutto della frammentazione sia della vecchia DC, che di molti movimenti satellitari religiosi.

Ovviamente ne ho tratto alcune considerevoli conclusioni che voglio porre, succintamente, all’attenzione del lettore:

a) Il mondo cattolico esiste solo sulla carta e nella mente di diversi (anziani) nostalgici.

b) I valori, che apparentemente vengono issati a bandiera delle rispettive scelte e posizioni, sono spesso antitetici.

c) L’essenza vera del cattolicesimo politico permane solo in alcuni intellettuali, che sono abbondantemente oltre la terza età.

d) Il legame tra valori cattolici ecclesiali (direttive dottrinali) e valori cattolici politici non solo è inesistente, ma spesso pure assente nella capacità intellettiva di molti.

Ciò che appare preoccupante è che vi sia il caos intellettuale celato sotto l’egida dell’interesse sociale, che nasconde, a sua volta, l’interesse personale e corporativo.

In poche parole: il prodromo della scomparsa effettiva nella società dei valori e degli ideali!

Tutti parlano di valori e ideali cattolici (cristiani) da cui ripartire; ma poi, guardando bene, ci si accorge che sono, nei testi analizzati, parole vuote e senza costrutto nel discorso globale. Il che fa intendere che tali valori sono non concepiti neppure in chi li declama.

Ultimamente mi sono soffermato ad analizzare uno di questi “nidi” indipendenti[1], anche perché molti supporters di una neonata forza politica minoritaria, inizialmente vivace, ma avviata ora sulla via dell’ignavo declino, ne sollecitavano un’alleanza operativa.

Ha due esponenti di spicco: un politico della vecchia DC e un ex presidente di AC, entrambi ottuagenari.

Ciò la dice già assai lunga sul ricambio generazionale che può offrire un simile movimento, anche se oggi l’essere ottuagenario non è un handicap intellettuale.

I testi (proclami) da me analizzati sono stilati quali enunciazioni boriose ad essere guida della nazione, nella declamazione sistematica dei principi cristiani. Spiace però osservare che ci si ferma solo a questo stadio e che, mai, il discorso viene accompagnato e correlato ad un progetto politico/economico, non solo dettagliato, ma neppure abbozzata. E come se il movimento fosse fuori dalla realtà esistenziale nazionale e del necessario sincretismo politico.

In pratica un’accozzaglia idealistica di parole vuote.

Mi sono guardato pure altri movimenti, traendone quasi sempre le stesse considerazioni pratiche.

Un po’ diversa è la realtà delle varie formazioni di cattolici che si sono asservite ai due gruppi politici maggiori, nella ricerca di un approdo apparentemente sicuro, ma assai problematico.

Difatti, qua i valori sono aleatori e soggetti alle scelte politiche del rispettivo leader, sia a dx che a sx; e ci si batte, dissociandosi, solo per questioni particolari etiche. Ciò avviene particolarmente a sx per le naturali contrapposizioni ideologiche, anche se solo uno sparuto manipolo prende posizione. Gli altri se ne stanno al coperto, attenti a non pregiudicare la propria carriera politica.

A dx non vi è una vera corrente cattolica, ma solo esponenti politici che si dichiarano cattolici e che vogliono difendere, a parole, determinati valori e ideali. Però solo a parole!

L’Italia è una nazione idealmente cattolica, ma di un cristianesimo disconosciuto nel raffronto con l’interesse individuale.

Si vuole difendere il concetto di famiglia; poi, a ben guardare, si nota che tali esponenti di spicco di famiglie ne hanno costituite più di una: la prima concordataria, la seconda civile, la terza clandestina … e via dicendo. Perciò quale credibilità possono avere? E quali sono i valori che cavalcano?

Lo stesso discorso può essere fatto per il concetto di vita, per le convivenze, per le deviazioni sessuali e per tutte quelle problematiche che coinvolgono i principali valori cristiani. Non esistono più né totem, né tabù, ma solo defilate e inespresse (incomprese) percezioni di una realtà in movimento che non si riesce a delineare una direttiva condivisa e comune.

Poi vi sono le problematiche sociali; e qua le differenziazioni diventano infinite nelle sfumature concettuali di ogni esponente.

Insomma un agglomerato informe di cattolicesimo: scomparso nella pratica giornaliera, ma ancora esistente, quale inconscio ancestrale (cordone ombelicale), nella cultura imperfetta tanto del singolo cittadino che del politico nostrano.

E ciò è parallelo alla frequentazione della chiesa, ormai considerata dalla maggioranza un optional personale riservato a determinate circostanze: battesimi, prime comunioni, matrimoni e … funerali. In pratica: o la festa o la tragedia.

La cultura cattolica, a ben guardare, non esiste quasi più neppure in diversi esponenti religiosi, intenti più alla loro visibilità sociale che al ruolo di pastori.

In pratica, mancando le “pecore”, i “pastori” si trasformano in soggetti diversi: amministratori di un consistente patrimonio finanziario ed artistico che crea benessere, prestigio ed importanza sociale.

Diversamente molti avrebbero già lasciato la tonaca; ma ciò comporterebbe il rovinare una carriera sicura e protetta, e il dover tornare nell’anonimato con il deleterio ingrato compito di doversi ricostruire una vita ed una carriera ad una certa età.

Emblematica, di tutto questo triste mercanteggiare sociale e religioso, è la fine ingloriosa dello Scudo Crociato[2] della vecchia DC, prima conteso in tribunale tra personaggi ancor oggi politicamente attivi[3], poi finito all’asta nella disponibilità di un illustre carneade.

Cosa interessava allora? Il simbolo istituzionale sinonimo di importanti valori sociali/religiosi, oppure il patrimonio finanziario e elettorale che ci stava dietro?

Tradotto in moneta intellettuale sonante: i valori e gli ideali o i voti, allora ancora consistenti, di una parte dell’elettorato?

La storia, impietosamente, ci ha già dato la risposta pratica al nostro quesito.

Mi sono soffermato, pure, su certe nicchie[4] parallele di giovani ruspanti, che in articoli precedenti ho già rammentato[5] come polli sapientemente accolturati (allevati) in batteria.

Con alcuni di questi ho pure avuto modo di discutere e di disquisire su determinate problematiche, traendone la convinzione che in essi manca non la carenza d’indottrinamento, bensì la percezione palese della realtà sociale e della padronanza procedurale del pensiero, che deve portare alla risoluzione delle varie problematiche sociali.

L’ancorarsi sempre a postulati passati e l’incapacità di esprimere un ragionamento indipendente, pur se convergente ai valori, pone in essere l’assioma conclamato dell’inutilità del pensiero umano, basato sulla logica del sillogismo, rispetto al “sistema” teocratico.

Vale rilevare che tale attuale sistema teocratico è basato proprio su quella dirigenza oligarchica ecclesiale che disconosce, nei fatti, la vera democrazia teocratica conciliare: una lobby[6] chiesa nella stessa Chiesa.

Anni fa alcuni prelati, sapienti intellettuali, prospettarono l’esigenza di un nuovo concilio, rimasto solo nelle loro intenzioni e mai concepito come necessario dal papato stesso.

Le conseguenze di questa mancata analisi e ragionamento ecclesiale la si nota anche in politica, dove non vi è una concezione sociale (nel rispetto dottrinale) unanime, ma un ventaglio di posizioni disparate che distruggono, nella pratica dialettica, l’importanza stessa culturale dei valori e degli ideali.

La nostra è una società ovviamente malata, ma lo è ancor più nella sapienza dottrinale.

Nella mia ricerca ho trovato anche alcune realtà positive, là dove il discorso non si è mai limitato ad enunciare solo dei valori e degli ideali.

Vorrei citare, per tutti, Sandro Fontana del Movimento Popolare Cristiano: fine analista, bravo saggista, acuto umorista, illuminato pragmatico e attento alle problematiche sociali generali, e settoriali, di una società travagliata tra il bipartitismo pratico e il bipolarismo democratico.

Nei suoi interventi ho sempre trovato la disponibilità a dialogare ed a costruire con acume e lungimiranza, senza alcun inquadramento preconcetto dottrinale.

Il suo discorso è sempre prepositivo alla risoluzione e costruttivo nell’ideazione pratica, come deve essere in un Uomo libero.

Su tali uomini noi dobbiamo poggiare la nostra speranza futura, perché in essi si fondono intelligenza e perseveranza, dedizione e capacità, lungimiranza e valori/ideali.

Per il resto vedo solo tanti dinosauri[7] sulla via dell’estinzione, ancorati unicamente alle loro idee di un tempo che fu e attorniati da seguaci stanchi, che paiono un esercito sbandato e in ritirata.

Tra questi (dinosauri) ne vedo pure di giovani (anagraficamente), intenti a fare i mestieranti e a cogliere quelle opportunità che la vita gli concede, spesso calpestando i valori/ideali tanto pubblicamente declamati.




[1] - Affiancato pure da un noto esponente religioso.

[2] - Simbolo non solo di un partito, ma di un movimento politico cattolico attestato intorno all’altare.

[3] - E pure che avrebbero dovuto essere culturalmente visibili per la loro professione.

[4] - Spesso legate a entità di origine curiale.

[5] - Riportando la definizione di alcuni miei colti lettori.

[6] - Sottolineo che ciò può avvenire anche in buona fede.

[7] - Culturalmente validi un tempo.

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