lunedì 23 marzo 2020

Dio è morto?




In morte di Mauro Tesi.    

              Dio è morto?

 

Sta la verde bergenia al sol,
che primavera annunzia con tepido calor,
mostrando fiera di San Giuseppe il fior
e nobilitando la corte con bocciol rosa.

Tristo s’en sta il deserto borgo.
Una sdentata vecchia or ora sola s’en va
tra le strette viuzze con il logoro mantel,
becero e nero di fumante pece zuppo.

Invisibil va, qual certo tristo ladro,
trainando seco con sordido roco rumor
la falce adunca sull’acciottolato scuro,
lorda di fetido sangue nero e grumo.

La gente chiusa in casa sta
di timor pervasa per la moderna peste,
che ai suoi cari strappa specie l’anzian,
che sol s’en muore senza conforto alcuno.

Neppur la salma rende ai suoi,
per la degna pietà di sepoltura giusta.
Druido non c’è che benedizion e prece dia,
ma sol il freddo duro legn racchiude il tristo.

Sull’uscio, al sol, il villan sta.
Mira afflitto e mesto la corte ben sbarrata.
Alcun lamento gli esce dall’amara bocca,
perché il petto pervaso dal dolor s’è chiuso.

Infine il guardo volge al ciel
e nel silenzio cupo dentro sé impreca:
Dio, che fai lassù; forse ciò non vedi?
Lasci tutti morir? Forse pur tu sei morto?


 

              


 

venerdì 20 marzo 2020

Il dito nella piaga.



Gli eventi di questi giorni m’inducono a una riflessione, che voglio esplicare in due modalità: politica ed economica.

Politica

Il Governo, a mio parere, di là dai giornalieri proclami ha sempre brancolato e brancola ancora nel buio.
Grazie alla sua ignavia operativa ha portato la nazione a essere impreparata e in ritardo rispetto agli eventi che rapidi si sono susseguiti in  seguito al diffondersi del coronavirus.  Stiamo assistendo a una tragedia.
Tutte le alte cariche dello Stato si premurano di affermare continuamente, fino alla noia, che il Sistema Italia sta facendo scuola nel mondo. Ciò è però falso: è il Sistema Cina che ha fatto e fa scuola, considerato che questo governo l’ha adottato e copiato dopo tante indecisioni e tergiversazioni con notevole ritardo. E pure molto male, in modo sommario e a pezzi.
Dire che tutte le nazioni e l’OMS lodino il nostro operato è vero nella mediaticità formale delle dichiarazioni, ma falso nella sostanza. C’è forse qualcuno che pensa che tutti costoro possano affermare, sic et simpliciter, che siamo stati “imbecilli”, considerato che bene o male tutti stanno subendo la stessa fine?

Il preventivo controllo sul traffico aereo internazionale in pratica non è mai esistito; ed è stato adottato solo dopo che il contagio si stava diffondendo in modo preoccupante nel lodigiano. Perciò a frittata già fatta.
Il blocco della mobilità (trasporti) e la restrizione delle libertà individuali si è fatto solo parzialmente dopo molti tentennamenti, quando ormai il coronavirus stava decimando la Lombardia e il Nord, nonostante i continui solleciti dei governatori. Senza parlare poi della chiusura delle scuole e delle attività commerciali non indispensabili alle necessità primarie.
Emblematica di tutto ciò e l’Ordinanza Regionale odierna di Zaia, costretto a intervenire in Veneto per tamponare un Dpcm non ancora emesso, nonostante la gravità della situazione.

La Sanità ha fatto e sta facendo miracoli, riconvertendo interi reparti e adibendo molte sale operatorie come sale di terapia intensiva o di rianimazione. Ammirevole in ciò è stato il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che in pratica ha retto l’onda imponente dei contagi con una rapida e drastica riconversione d’interi reparti e aumentando ovunque, dove possibile, i posti letto. Affiancato in ciò dagli altri ospedali satelliti del circondario, sia pubblici sia privati.
Sempre più insistenti e pressanti sono diventate le richieste di aiuto sia degli ospedali che delle Asl per scongiurare il collasso totale. Quasi ignorate dalle decisioni governative.
La creazione veloce di ospedali aggiuntivi, compresi gli ospedali da campo, comincia a delinearsi solo ora, più per volontà delle amministrazioni regionali e locali che per decisione governativa. Ciò avviene solo dopo 40.000 contagi e 4.000 morti.
In quasi un mese l’Italia ha conquistato a fronte di 60 mln di abitanti il record, quando in Cina con 1,38 mld se ne sono avuti meno; e noi siamo solo all’inizio.

A contraltare di tutto ciò abbiamo la quotidiana conferenza stampa della Protezione Civile sul coronavirus, intenta a snocciolare dati su contagiati, guariti e morti, che lascia il tempo che trova pure negli stessi numeri.
Per rendersene conto della veridicità basta osservare le pagine dei necrologi sui giornali locali e gli annunci funebri affissi nei vari comuni, per capire che i dati snocciolati sono molto, molto parziali, se non la metà dei casi reali.

Economica

I continui decreti in materia del Governo, quasi giornalieri, sono il termometro della situazione. Sono sempre fatti con molto ritardo e sommari. Ciò significa che le idee sono carenti e che i vari ministeri sono impreparati e spiazzati da una simile situazione.
Gualtieri ha tanto decantato con tanta lungimiranza (?) la “sua” manovra economica e il risparmio che si sarebbe avuto sullo spread, da ritrovarselo poi sui 350 punti. E buon per noi che la Bce è intervenuta massicciamente con 750 mld a placare per ora le acque.
Eppure, quando il Def fu redatto e approvato, le avvisaglie di recessione erano già palesi e sottolineate dai mercati. Come pure era già evidente le gravità dei contagi in Cina.
La correzione della manovra economica per l’emergenza virus può essere considerata sufficiente se tesa a tamponare una situazione immediata, non certo per fronteggiare una crisi e una recessione che potrà essere probabilmente superiore e offuscare quella del 2008, non solo in Italia, ma in tutta l’Ue e nel mondo.
Parlare di una riduzione del Pil di un paio di decimali, quando sarà negativa, come minimo tra il -5/10%, significa solo non capire nulla.
Questo governo pare che speri nel Mes, nella dilatazione a oltranza del Debito, nella politica monetaria della Bce, nella benevolenza dello spread (perciò dei sottoscrittori, che dovrebbero finanziare a tassi negativi), nella possibilità che il coronavirus si dissolva quasi d’incanto, come un brutto sogno, proprio mentre l’OMS afferma che durerà almeno due anni con probabile riacutizzazione autunnale.

L’Ue sarà tutta in recessione. Lo prova il fatto che, a fronte dei 25 mld stanziati dal governo Conte, la Germania ne abbia già messi in cantiere 550.
La diversità delle cifre in gioco e l’imponenza delle previsioni teutoniche delineano uno scenario nero: sia sociale per l’impatto del virus, sia economico per una sicura e feroce recessione.
Considerata quasi certa l’abolizione del Patto di stabilità con il vincolo del 3%, la domanda semplice è: l’Italia intende forse portare il Debito sovrano a 3.000 mld a breve per reggere la crisi in arrivo? L’Ue le farà tanta “beneficenza” e a quali condizioni? L’Ue, che finora a parole si è detta benevola, esisterà ancora o si disgregherà facilmente sotto i colpi inesorabili della crisi?

I mercati in un mese circa hanno dimezzato ovunque la propria capitalizzazione; ma dopo alcuni tentativi di rimbalzo scenderanno ancora, nonostante la politica espansiva (più correttamente: difensiva) della Bce.
Perché è ovvio che una tale manovra o è molto temporanea, oppure con l’imponente e continua immissione di liquidità creerà una grande inflazione/svalutazione e la morte di molte aziende, con una conseguente successiva impennata dei prezzi.
Per ora questo governo, a contraltare, ha concesso un altro prestito (donazione) ad Alitalia di 600 mln. Ad una società cotta e decotta che già da almeno un decennio doveva essere lasciata fallire o liquidata. Proprio nel momento in cui il trasporto aereo sta crollando ovunque e solide e sane società del settore rischiano la bancarotta.
In Italia si è distrutta, con la scusa dell’Ue, buona parte dell’industria, con la giustificazione che bisognava puntare sul terziario, forza emergente del futuro.
Da paese industriale manifatturiero siamo diventati un paese fondato sull’effimero del contingente.  Perché tanti prodotti conveniva importarli dall’estero, in quanto là costavano molto meno. Pure il coronavirus, infatti,  l’abbiamo avuto a … costo zero!
Domanda semplice: in un mese dov’è finito il turismo e l’alberghiero e quanto tempo (anni) ci vorrà prima che si riprendano? Oppure negli alberghi, dopo averci messo (a nostre spese) i migranti, ora ci metteremo i malati, trasformandoli in una miriade di lazzaretti? Qualcuno crede ancora che la gente, a epidemia finita, riprenda a scorrazzare allegramente come prima per il mondo?
Quanto resisterà il sistema Italia?
Ai posteri l’ardua sentenza.