giovedì 16 aprile 2009

Il concetto di cattedrale nella filosofia sociale.

Non ho letto il libro intero[1], ma guardato (meglio sarebbe dire analizzato) alcuni passaggi.

Sinceramente non l’ho trovato un granché, se non una declamazione, molto, molto ideologica, dei concetti attuali della sx, pur se rapportata all’europeismo.

Ovviamente vi è il desiderio di “costruire”, ma solo in un’ottica che trae le sue origini da un’ideologia “cattomassimalista”.

Questo, credo, è il grande limite non tanto della Sx odierna, quindi del PD, bensì dei cattolici schierati su una certa posizione: il non comprendere che bisogna costruire oltre gli schieramenti e gli steccati delle contrapposizioni, togliendosi di dosso non solo l’etichetta ideologica, ma soprattutto il sistema politico di “appartenere a”, di pensare e di agire.

A sx, a dx e al centro.

Cerco di farmi comprendere meglio.

Avevamo (secoli fa) Prodi; poi passò la mano a Veltroni e costui a Franceschini.

Enrico Letta era segretario di Prodi nel governo. Da ieri ad oggi il suo pensiero non ha fatto molto strada, come il PD: hanno proceduto sulla stessa falsariga e sempre con profonde divisioni interne.

L’elettorato non ha guardato al trasformismo camaleontico, ma li ha puniti e continua a punirli.

Ciò indica una sola cosa: la gente aspetta fatti e non parole che si ammassano su altre parole, come i mattoni in un mucchio inutile.

Veltroni ha cercato di raddrizzare la barca, ma con lo stesso sistema demagogico; e non ci è riuscito.

Poi venne Franceschini; e il suo “gridare” veloce, ripetitivo e cacofonico indica solo la sua “impreparazione” sia a produrre idee pragmatiche, sia a condurre un movimento. Chiamarlo partito per ora sarebbe troppo.

Non costruisce, ma pare, sempre, cercare la rissa.

E se questi è un leader … stiamo freschi.

Chi costruisce cerca sempre punti di dialogo con tutti, specialmente con chi sa costruire e ne ha la volontà. Non cerca mai lo scontro dialettico; lo lascia ad altri.

Tu sei bianco? Allora io sarò nero! E via di seguito, è solo il metodo classico per non far … nulla.

Le sparate populistiche poste fuori da un progetto complessivo sono solo escamotage dialettici per manifestare (inconsciamente) a tutti la propria incapacità: l’essere … bambini.

Letta era a Todi, non so se a Roma.

Ovviamente l’idea dei due operai, dei mattoni e della cattedrale non è farina del suo sacco, ma riedizione del pensiero di un politico del passato.

Ha i suoi pro e i suoi contro.

È valida come idea generale; è carente nel pragmatismo, poiché estremamente riduttiva e inglobata al solo operaio.

Perché l’idea di base è sempre una bella cosa, però bisogna dire come e su quali principi e valori, non solo etici, ma pure economici e istituzionali, voler costruire.

Diversamente rimane l’idea della cattedrale, ma di questa trattiene solo il nome: non vi è un plastico (pur se modificabile strada facendo), non vi è una cubatura, non vi è una disposizione, non vi è un progetto dettagliato.

Vi è solo l’intenzione!

A meno che si voglia costruire la “basilica”, che con la cattedrale può sovrapporsi, però differenziandosi nel significato semantico.

Anticamente era la casa del potere, quindi del re (etimologia greca: regnante – casa del re).

Per costruire una cattedrale (cattedra – dove si insegna) politica vi è bisogno dell’opera di tutti.

Le cattedrali erano il frutto di un popolo tutto (città), unito sul progetto, anche se diviso negli interessi: chi dirigeva, chi insegnava, chi imparava e chi … lavorava. E tutti nell’espletare la loro singola mansione “pregavano”.

La basilica era, in origine, il luogo dove risiedeva il re e si praticava il potere.

Però il cristianesimo che ha prodotto le cattedrali indicava un’unità di intenti, anche se una diversità nel privato di interessi.

Era un modo per produrre nei secoli la “cattedrale” magnifica del proprio essere uomini e cittadini: un’ideologia etica e sociale!

Oggi, nel PD, non vedo questi intenti, se non una ricerca di recuperare consenso.

Gli uomini, come Letta, che vorranno costruire una cattedrale, avranno bisogno, prima, di comporre in sé stessi il proprio intendere di essere cittadino di un popolo, più che di un appartenente schierato in un partito.

Bisogna buttarsi l’arcaico pensiero alle spalle e cercare convergenze con chi la cattedrale la vuole costruire.

Alcuni in giro ci sono, ma pur avendo non molte idee, cercano convergenze con un mondo politico (leggi personaggi) con cui non si potrà mai costruire per un semplice motivo: questi stanno benissimo nella “basilica” e non andranno mai in una cattedrale.

Vi sono due operai.

Il primo sta lavorando sodo e sa di ammucchiare mattoni.

Il secondo, invece, pur ammucchiando mattoni ha pure un intendimento finale: servono per costruire una cattedrale.

Ma l’intendimento non è sufficiente a garantire la cattedrale.

L’idea della cattedrale è emblematico sia architettonicamente che culturalmente: lasciare ai posteri qualcosa di importante, perciò di bello e di utile a cui fare riferimento, capace di reggere per secoli all’impatto del tempo.

Le cattedrali si costruiscono in mezzo al popolo e non nel deserto.

Là, infatti, non servono a nessuno, proprio perché l’andarci non è solo inutile, ma pure rischioso e dispendioso. Sarebbe pure impossibile costruirle, se non trasformando prima il deserto in altro.

Letta si sente l’operaio che sa di ammucchiare mattoni per la cattedrale? Beato lui!

Gli operai sono necessari, ma non hanno mai eretto cattedrali per un semplice motivo: da soli non ne costruirebbero mai.

Non in due, ovviamente, ma neppure in mille o moltiplicati all’infinito.

Perché?

Perché per farlo serve ingegno! Tanto ingegno: capacità, lungimiranza, conoscenza delle varie discipline dei solidi, delle resistenze e della gravità.

La cupola fiorentina del Brunelleschi si sarebbe potuto erigerla senza di lui?

Proprio no, perché milioni di mucchi di mattoni non faranno mai una cattedrale se questa non persiste nella mente dell’architetto.

Marx, detto semplicisticamente, ha eretto un sistema. In pratica addossando mucchi di mattoni.

Il problema è che nel tempo i mattoni hanno evidenziato che tanti muri non facevano una cattedrale, bensì ghetti culturali dove i mattoni erano sì tutti uguali, ma schiavizzati al singolo muro.

Perciò sono crollati non possedendo la legge (economica e sociale) architettonica in grado di farli resistere nel tempo.

Sono rimasti i mattoni, ovviamente, a mucchi come all’inizio.

Le aggregazioni attuali, Fini docet, sono deleterie nel tempo se i mattoni non sono assemblati da un architetto ( o pool) capace. Proprio come il PD.

Pure il Centro vuole costruire il suo polo/cattedrale, anche se non si sa bene con chi.

Perciò ci si riunisce cercando di aggregare mucchi di mattoni senza l’architetto. Ovviamente i mucchi di mattoni che non appartengono ad altri monumenti.

Pure la DC, nei decenni passati ha fatto la stessa cosa.

Sturzo ha lanciato l’idea di base, De Gasperi l’ha raccolta e cercato di costruire, le Correnti hanno ammassato solo mattoni (voti).

Morto De Gasperi, che voleva il bipolarismo perfetto, il partito si è nel tempo sfaldato, asserragliandosi prima nella basilica del potere e poi rimanendo sepolto sotto le macerie del … malcostume.

Chi boicottò De Gasperi (e molti suoi successori)? Le Correnti; proprio come Fini sta facendo col PDL.

Chi fa e chi … disfa, conclamando però di costruire.

Chi è stato al Colosseo non potrà fare a meno di considerarlo un monumento “spoglio”. Diciamo: molto grezzo.

Perché? Perché nel tempo fu spogliato delle cose importanti (marmi) che lo ornavano, traslate per costruire altri monumenti/cattedrali.

Una cattedrale ormai obsoleta, inutile e incongruente ai tempi è stata smantellata per farne altre necessarie, il cui fulgore appare ancora oggi ai nostri occhi.

In pratica il paganesimo è stato sostituito nell’etica sociale dal cristianesimo; e i suoi monumenti hanno fatto la sua stessa fine.

È rimasto un rudere che indica un mondo passato, superato e obsoleto. Bello ai suoi tempi, ma non per questo eterno!

Il cristianesimo denota le vistose crepe dei secoli per un semplice motivo: non ha saputo amalgamarsi al procedere dei tempi.

Se risorgerà o se diventerà come un ricordo di un tempo che fu, come il politeismo greco-romano, lo dirà la storia.

Di sicuro c’è che l’ideologia etica e sociale deve essere sostanzialmente rinnovata, perché la recessione è, di norma, il prodromo del crollo di un sistema religioso-sociale: la fine di un periodo.

E i partiti seguono lo stesso destino a ruota.

I Governi occidentali, e non solo, sono intervenuti massicciamente a sostenere l’economia, malata grave, ciclicamente, della nostra società attuale.

Ovviamente il malato va curato, ma deve essere pure supportato da un’attenta eziologia che modifichi il suo incedere, onde non farlo ricadere di nuovo nella malattia e poi nella morte.

L’economia è sempre collegata ad un essente sociale, perciò ad un’etica comportamentale e procedurale.

Ne consegue che non solo i partiti devono essere riformulati, ma pure la società e la religione. Piaccia o non piaccia alla gerarchia politica e ecclesiale.

È tempo di lavoro! Ma prima di fare il lavoro serve l’architetto, altrimenti i mucchi di mattoni non diventeranno mai cattedrale.

Nei vari gruppi politici vi è questa esigenza di riformulare; però ognuno vuole restare nella propria basilica per il semplice motivo che l’operaio campa alcuni decenni e la cattedrale diventa operativa dopo molti di più.

Chi oggi vuole costruire una nuova cattedrale deve innanzitutto sganciarsi dalla propria basilica: Letta dal PD, Casini dal Centro, Fini dal PDL.

Ovviamente i nomi citati sono solo indicativi e possono essere sostituiti con molti altri. Li ho presi a caso come esemplificazione discorsiva senza alcun nesso specifico.

Poi devono aggregarsi con chi ritengono utile, stilare un programma (di tutte le discipline) completo e preciso e poi confrontarlo, migliorandolo, con altri gruppi che convergono sulle tematiche affini.

Solo così si abbozzerà una cattedrale che con il necessario aiuto dell’operaio del mattone sarà poi costruita.

Diversamente si faranno tante belle parole e nessun … fatto.

Concludendo

I mucchi di mattoni rimarranno solo mucchi ingombranti di mattoni che intralceranno il procedere del cittadino nel piazzale, senza che la cattedrale cominci a sorgere.

Perché è ovvio che senza una strategia precisa e con le idee chiare di un architetto, Letta, o chi per lui, sarà solo uno dei due operai dediti a manovrare mattoni per fare solo dei mucchi di mattoni.

Il lettore ben comprenderà la cacofonia che mi sono permesso, che esplica però il concetto esatto che né il primo, né il secondo operaio, coscienti o no del fine ideologico, non sapranno mai costruire da soli, spostando mattoni, la magnifica cattedrale per i posteri e per … gli utenti.

Oltre, ovviamente, per sé stessi.

Gli antichi (la storia), da sempre ci insegna che si costruisce recuperando i marmi pregiati del passato, ma ciò non lo si può fare se il marmo (persona) rimane nella basilica originale, che sia questa il Colosseo o un partito.

Diversamente ogni polo-partito costruirà una sua chiesa (confraternita), ma non una cattedrale (nuovo sistema sociale).

Perciò saremo sempre come ora.




[1] - Costruire una Cattedrale – Enrico Letta

1 commento:

Giuseppe Sbardella ha detto...

Ciao Sam, ovviamente condivido in larga parte il tuo ragionamento.
La Cattedrale ha bisogno di un preventivo progetto di costruzione e il progetto lo prepara un architetto.
Mi pare che Enrico Letta, nel suo libro, non si candida a fare l'architetto, anche se qualche parte del progetto la delinea (welfare, problemi del sud, energia....).
Cerca piuttosto di designare un percorso, il confronto costruttivo fra moderati e riformisti, in alternativa ai populisti (comunisti, leghisti, dipietristi) per delineare insieme un progetto ragionevolmente condiviso dell'Italia del futuro.
Direi quasi che sogna una equipe di architetti, piuttosto che uno solo.
E se cerca il confronto, perché non provare a dialogare?
Cari saluti