domenica 10 novembre 2013

Il gioco virtuale: lo specchio della società.


ovvero:

Demon Slayer: un gioco gratuito che tale non è!


Nelle  mie analisi di studio sociologico mi sono spesso interessato del web, specie di ciò che unisce in modo trasversale persone e classi.
Anni fa mi interessai per circa un anno di un noto sito di incontri, iscrivendomi sia come maschio che come femmina. Ne trassi interessanti deduzioni e statistiche indicative sul costume, sulla sessualità e sulla degenerazione affettiva, quando questa diventa tanto morbosa da stravolgere il sentimento in puro bestiale istinto.
Mi sono interessato pure di politica negli scorsi anni, seguendo personalità di spicco con connessi galoppini. Trovando tanta ignoranza, impreparazione e presunzione, nell’affrontare la cosa pubblica, oltre al mentalismo d’appartenenza.
Al che - come poi dissi in un dibattito - pare che quanto più l’idiozia e la presunzione siano elevati, tanto più il soggetto affarista faccia carriera.

La malattia, e le lunghe continue terapie conseguenti, mi han concesso tanto tempo libero da potermi dedicare al settore dei giochi virtuali. Anche per svagarmi. Dopo una visione generale del disponibile in rete ho puntato la mia attenzione sui prodotti della Koramgame, che ufficialmente sono gratuiti.
Questa società basa il suo business sui giochi e offre un’ampia gamma di prodotti: da quelli sessuali a quelli di strategia.
Ovviamente tutti in modo gratuito, dove il gratuito si ferma però a determinati parametri.
Ho perciò puntato la mia attenzione su Demon Slayer, un gioco strutturato secondo canoni consolidati di battaglie virtuali, i cui filoni (3 soprattutto: Istance singole e multiple, Boss e Labirinto) convergono tutti a potenziare il singolo giocatore, elevato per l’occasione a re della propria città (impero).
Nulla di meglio, perciò, per far esaltare il Super Io del giocatore virtuale, spesso frustrato nella realtà giornaliera dagli eventi politici, sociali e economici.
Sottolineatura non di poco conto è l’indicazione che il gioco è riservato solo ad adulti.
Indicazione in pratica bi-passata da molti giocatori, che sono ancora minorenni o addirittura adolescenti, non essendoci alcun controllo. Magari con la compiacente carta di credito dei genitori.

La violenza – ma non gratuita - è il pane della saga del gioco. Il giocatore (guerriero, arciere o mago; da scegliere iniziando il gioco) deve superare gli altri concorrenti o i mostri nemici che hanno occupato e infestano le “terre” del gioco.
I mostri vanno dagli animali selvatici comuni a quelli fantasmagorici della fantasia degli sviluppatori.
I giochi sono incalzanti e progressivi, ma si limitano non tanto a una questione di abilità o fantasia – anche se il capirne i trucchi e l’incedere giova molto -, bensì a una pura questione di livello.
Il tutto è abbastanza semplicistico e alla fine pare una semplice questione di ragioneria del dare per avere.
In giro – si potrebbe dire – si può trovare anche di molto meglio. Il game è adatto  più alla massa, come attrattiva, che al giocatore evoluto, quindi di livello pro gamer.

È uno dei prodotti 3D del gaming di Konlun (publisher internazionale di software) di origine cinese, opportunamente tradotto e adattato alle esigenze occidentali.
I Livelli non sono comunque uniformi. Avendolo usato nelle varie ipotesi (guerriero, arciere, mago) ho notato che a parità di livello e forza il mago è sempre favorito sugli altri, oltre ad essere quello che consente di scalare più livelli in minor tempo. In pochissimo tempo, come tale, ho raggiunto 34 livelli, bruciando nella pratica gli standard della stessa ditta produttrice.
Questo tipo di gioco è adatto a creare dipendenza in molti soggetti. Ho trovato studenti che nel pomeriggio e sera, anziché dedicarsi allo studio, bruciavano ore continue nel gioco nel tentativo pratico di raggiungere il livello superiore.

Il mondo dei giocatori di Demon Slayer è eterogeneo, oltre che trasversale, anche se, soprattutto, sono giovani e adolescenti i clienti assidui maggiori. Quelli, non a caso, che sono facilmente i più deboli alla ludopatia perniciosa. Stress, variazioni sintomatiche pressorie, suscettibilità e disturbi neurologici possono essere l’inevitabile conseguenza.
Il livello culturale dei partecipanti è medio basso e lo si capisce facilmente dal linguaggio che viene usato nella chat tra i vari giocatori impegnati nelle gare multiple. Tuttavia ho trovato pure persone in grado di fare perfette citazioni latine, oppure esprimere concisi e elevati concetti sociali.
Ovviamente queste sono classificabili nella categoria dei giocatori per diletto, perciò a tempo non continuativo.
Nei Liv (livelli) più elevati ho invece trovato, con poche eccezioni, per lo più la feccia morale della società; quelli che sono facilmente classificabili nella moda del bullismo, dediti a unirsi in crocchio nel branco, a fare stanze chiuse onde essere tutti di Liv elevato e battere tutti gli altri che si uniscono più o meno casualmente. Ciò avviene facilmente in: Arena battaglia decisiva, in Torre dell’alchimia e nelle Istance superiori raggiunte. Pochi si dedicano ad aprirsi a quelli dei livelli inferiori, onde facilitare il loro compito di gioco quando questo è di squadra.
Manca, nella pratica, l’etica sociale. Pochi si prestano a dare (istruire) indicazioni agli altri, se non fanno parte del branco.
Cito solo 2 frasi emblematiche, raccolte tra le tante degne di biasimo, anche se molto significative del galateo sociale: a) taci, questo è il gioco; b) sarà un 12e con il czz grasso.

Il gioco procede soprattutto con l’uso di: oro, cristalli, spiriti - tutti reperibili tramite le varie fasi di gioco e con la coltivazione dell’orto – e con regali e diamanti, accumulabili i primi con la ruota della fortuna o con lo scrigno misterioso, i secondi con l’asta (vendita) dei propri oggetti acquisiti nelle fasi di gioco o acquistati nei vari mercati con diamanti o regali.
I diamanti, però, sono l’essenza del gioco. Quelli, per intenderci, che sono il carburante del motore. Pur non usandone è difficile accumularne tanti da poter procedere speditamente nel gioco. Perciò ecco la “gratuità” del gioco; sono acquistabili in varie modalità dalla ditta che distribuisce il gioco pagando con carta di credito: pacco Vip, patto degli Elfi, e i vari pacchi promozionali ricorrenti.
Con questi pacchi a pagamento non solo si ottengono oggetti (armi e attrezzi) che danno molti vantaggi sui pari Liv, ma tanti diamanti utili a rendere veloce il gioco nei risultati e nell’acquisto di altri oggetti e opzioni diversamente non raggiungibili, come la doppia abilità.

L’analisi ha evidenziato che il gioco è gratuito solo se si compete in modo  anomalo rispetto alla finalità del gioco stesso. Quindi l’abilità del singolo giocatore viene tarpata dalla carenza di diamanti in grado di produrre ben altri risultati.
Tuttavia il gioco, creando ludopatia in molti, specie nei soggetti giovani/adolescenti e con uno scarso self control interiore, produce anche ingenti danni sociali, stimabili successivamente in malattie neurologiche o in scarsi risultati negli studi o sul lavoro.
Perché è ovvio che quando uno giochi troppo, sia vittima predestinata del gioco stesso, anche se interiormente il Super Io, con il Liv raggiunto, tende ad esaltare il suo narcisismo interiore. Un narcisismo che si scontra con la realtà tra l’essenza individuale nella società reale e quella contrapposta virtuale.
E quando una persona si isola nel suo narcisismo interiore o di branco è un danno per la società e un problema per tutti.
Un ultimo riferimento alla musica/suono che accompagna il gioco e che subito ho provveduto a disattivare: nella testa del giocatore crea una pressione interiore che produce sicuramente alterazioni sia neurologiche che  disturbi del sonno.

Demon Slayer può essere un buono svago se usato e padroneggiato con oculatezza, specie se l’azienda distributrice apportasse quelle modifiche necessarie a renderlo un gioco di abilità e di capacità, oltre che di applicazione, e non un semplice prodotto per fare business.
Anche se c’è da sottolineare che nella società attuale le aziende disconoscono in pratica il valore sociale sia del prodotto che del gioco.
Perché, se mi è permesso, quando negli altri prodotti la morbosità del sesso viene usata come inserto subliminale per fare affari – e pure Demon Slayer non ne è indenne -, allora vuol dire che chi lo promuove e sviluppa ha già perso il senso sociale del suo fine di esistere: tende solo a sfruttare la società e i soggetti invece di offrire un servizio e un prodotto utile.
Il tutto senza alcun riferimento al lemma Demon, che già potrebbe essere a sua volta un programma voluto.

martedì 1 ottobre 2013

Merkel, Ue, Italia e … dintorni.


Molti affermano che la Merkel ha stravinto in Germania. Però, come spesso avviene, di norma chi stravince è poi quello che in realtà ha perso. Infatti, per governare, dovrà cercare l’appoggio non degli alleati – spariti dal parlamento tedesco in quanto cannibalizzati dalla Cdu – bensì dei suoi oppositori/competitori nelle elezioni.
E poco conta che per pochi punti non abbia avuto il premio di maggioranza che le avrebbe permesso di governare da sola.
Benché la mentalità democratica politica tedesca non sia paragonabile a quella rissosa italiana, sarà comunque impegnativo per lei formare la grosse koalition senza rinunciare a alcune cose importanti del proprio programma elettorale. E, con queste, pure a certe sue pretese egemoniche in campo Ue

La Merkel in questi anni ha fatto il suo dovere di governante locale, facendo (imponendo) gli interessi della Germania in ambito Ue; proprio mentre gli altri governanti – effettivi o in pectore – sono stati attenti per lo più a correre subito a riverire la premier tedesca come cagnolini scodinzolanti, facendo perciò l’interesse della Germania e non del proprio paese. Chi si è opposto in passato alla politica egemone merkeliana è stato spazzato via con l’uso o di immani pressioni finanziarie[1] sul mercato, o di poco ortodosse ingerenze politiche sui poteri forti locali. Non per nulla alcuni sostengono che la Merkel sia un nuovo Hitler riveduto e corretto.
Da sottolineare, inoltre, che i cittadini contrari all’ sono aumentati, mancando per una piccola manciata di voti il loro ingresso ufficiale nel Reichstag. Ciò significa che pure in Germania avanza una certa resistenza all’Ue e all’€.

L’economia italiana era basata sul manifatturiero e sull’agricoltura, smantellati gradualmente o da imposizioni comunitarie o da ottuse politiche economiche di delocalizzazione. Basti citare la carne, il latte, il vino …
Il futuro produttivo è sempre basato sull’innovazione. Mancando quella il declino è inesorabile.
Da Monti in poi non si può dire che l’impostazione politica italiana sia stata diretta a potenziare e a proteggere l’economia italiana. Anzi, con l’austerità è stato il contrario: tesa a favorire quella concorrenziale tedesca. È stata penalizzata a tal punto che la disoccupazione è schizzata a record storici, aggiungendo alla quale i cassintegrati si ha un quadro abbastanza fosco del futuro italiano.
Monti e Letta hanno inaugurato la stagione dei decreti spots subliminali, che, ovviamente, sono ben lungi dalla realtà: salva Italia, cresci Italia, decreto del fare
Risultato: la ripresa non è dietro l’angolo, bensì ancora lontana dal trovare la strada per iniziare. I loro decreti han prodotto solo un buco nell’acqua del mare.

La recessione italiana e Ue sono in frenata; ma che il suo rallentamento porti automaticamente alla ripresa, perciò alla crescita, è tutto da dimostrare. Basterà un nonnulla per potenziarla ulteriormente in una caduta vorticosa.
E questo nonnulla è riassumibile con: scelte politiche errate, imposizione fiscale elevata, costo del lavoro oneroso, instabilità politica e pressioni finanziarie internazionali speculative sui Mercati.
Letta è un tergiversatore naturale, sia per indole che per necessità contingenti. Non per nulla la sua capacità culturale partorì a suo tempo l’idea dei mattoni, dei 2 operai e della cattedrale.
Passerà alla storia come colui che anziché affrontare di petto le problematiche italiane, e risolverle, le ha spostate con decreti sempre in avanti, lasciandole perciò irrisolte: Iva e Imu su tutte.
Come premier si è dedicato principalmente a viaggiare per il mondo, passando probabilmente più tempo all’estero che in Italia. Contornando le sue uscite con dichiarazioni trionfalistiche e rassicuranti, quasi subito sempre smentite dai fatti: stabilità del governo, recuperata credibilità, …
Il che dà già l’indice della sua statura e della sua lungimiranza politica.

I paesi mediterranei sono stati penalizzati dalle manovre Ue, andando tutti in forte recessione. Anche se i paesi forti Ue hanno buone possibilità di ottenere a breve Pil leggermente positivi, ciò non vuol dire che la ripresa è iniziata. Procedendo con Pil sotto l’1% ci vorrà almeno oltre un decennio per riportarsi a livello pre crisi (2007), considerando pure che i costi nel frattempo sono aumentati.
Dire che la ripresa è iniziata perché la recessione ha frenato è eufemistico. Al massimo si starà in stagnazione.

La politica italiana è da tempo in forte ebollizione. La decadenza di Berlusconi non ne è la causa, ma solo la scusa utile a boicottare questo esecutivo, nato soprattutto per il volere del Cavaliere e di Napolitano. Infatti, se fosse stato per il solo Pd, questo governo non sarebbe mai sorto.
Il Pd, in pratica, ha subito scelte esterne al suo asset, avendo fallito tutti i suoi obbiettivi: vincere le elezioni a man bassa, fare un governo monocolore, impostare una politica economica basata su un progetto mai definito di penalizzazione della proprietà. In pratica ha mollato subito persino i propri alleati elettorali.
Perciò, dietro all’apparente decadenza di Berlusconi si cela il forte disagio a proseguire su una certa linea politica. Andare allo scontro sul Cavaliere significa rimettere in discussione tutti i provvedimenti economici del governo attuale.
Ciò, nonostante sia gli appelli di Napolitano a trovare una soluzione sul caso, sia le varie mediazioni prospettate anche da esponenti politici (Mauro).

Il Pd ha da tempo una lotta intestina al suo interno. Il suo problema principale è quello di avere gruppi contrapposti che agiscono come bande in guerra perpetua tra loro. È un agglomerato e non un partito.
Non ha neppure un leader in grado di compattarlo; non ha un progetto né politico, né economico definito. Si procede essenzialmente con spots e battute. Latitano le idee su come impostare una nuova società.
Ha solo dei boys amanti ancora del ciuccio, nonostante l’età raggiunta, che credono d’essere grandi solo per aver scritto dei libercoli farciti da idiozie filosofiche e sociologiche.
Da Renzi non ho mai sentito uscire di bocca un programma, ma solo battute e spots. Nonostante le brucianti sconfitte precedenti tenta di impossessarsi del Pd, convinto di poter vincere a mani basse la prossima tornata elettorale. E non potendo stare in standby per anni si muove continuamente all’interno del suo (?) partito come una mina vagante.
Per quanto neghi è colui che oggi avrebbe il maggior interesse ad andare a elezioni immediate.

L’economia italiana langue e con questa l’occupazione. Il paese è ormai in caduta libera e la disoccupazione giovanile supera il 40%. Le aziende chiudono; e quando non lo fanno ci pensa la … magistratura con l’acciaio a rendere felici i tedeschi, nostri diretti concorrenti.
La Legge di stabilità deve essere ancora partorita. Ciò nonostante si discute di rinvii perenni di Imu e di Iva, dimenticando il fiscal compact che questa dovrà contenere.
Come si farà a rilanciare occupazione e Pil con altri 40 mld da trovare, quando non si riesce a racimolare il mld che serve per scongiurare l’aumento dell’Iva, è già un interessante programma. Né Letta, né Saccomanni lo hanno ancora detto.

Se si dimentica che la crisi è venuta dal Mercato, perciò dall’abuso dei derivati, la crisi non la si supererà mai. Come non la si supererà mai se si dimentica che i paesi mediterranei sono andati in tilt perlopiù per l’attacco che i Mercati hanno prodotto con la speculazione sui loro Titoli sovrani.
Tutto ciò ha portato diversi paesi ad accrescere il loro Debito sovrano, soprattutto per gli alti interessi che lo spread ha prodotto sui loro conti.
Alcuni paesi forti han fatto incetta di questi titoli ad alti tassi, salvo poi farsi garantire nella propria speculazione dalla Comunità (Ue) intera. Basti pensare a chi ha speculato e beneficiato sui titoli ellenici e irlandesi, traendone grandi profitti in ogni senso.
Ovviamente non per nulla sono quelle stesse nazioni che si sono opposte con ogni mezzo agli Eurobonds. Questi le avrebbero private di molti privilegi e redditi.

L’Italia da anni ha un notevole avanzo primario. Ciò nonostante – e nonostante la cura impositiva da cavallo di Monti – il suo Debito sovrano si è dilatato in breve di oltre un altro 10% per 2 fattori: la compartecipazione alle spese sui rischi finanziari Ue (18%) e il differenziale dello spread sul Bund.
L’imposizione fiscale è diventata insopportabile, riducendo drasticamente i consumi e bloccando tutta l’economia reale.
L’ultimo aumento dell’Iva dal 20% al 21% ha ridotto le stesse entrate dell’Iva in un anno di ben il 6%.
Le accise sui carburanti, dall’avvento di Monti, sono state aumentate ben 5 volte, portando il costo dei trasporti ad incidere notevolmente sul prodotto finito.

Per avere il termometro dell’economia italiana basta fare il breve tratto dell’A1 tra Bologna e Firenze. Si noterà, rispetto a solo un paio di anni fa, la scomparsa progressiva del traffico pesante, che prima la intasava con un serpentone di decine di km di Tir, ora ridotti al lumicino.
Se i Tir non viaggiano significa unicamente che non vi è quasi più nulla da trasportare, perciò che le produzione industriale e il commercio sono in caduta libera.
Perciò, pur con imposizione elevatissima, pure le entrate fiscali rischiano di collassarsi latitando la produzione e il commercio. E questa è una delle ragioni per cui una certa parte politica ha voluto e preferito spostare la tassazione sul patrimonio, colpendo quindi anche la prima casa.
L’Imu non è una tassa iniqua. È solo una delle tante tasse che stanno strangolando il paese. Mentre i governanti pensano a rilanciare produzione, occupazione e crescita solo nella loro mente, sempre attenti e ossequenti ai dettami Ue, in buona parte coincidenti con quelli della Merkel.

Scongiurare l’aumento di un punto di Iva significa reperire circa 1 mld. L’aumentarla significherà l’ulteriore calo del gettito Iva di un altro 10% circa. Perciò, calcolando che l’Iva vale oltre il 40% delle entrate fiscali, la somma che poi bisognerà reperire è subito … calcolata.
Scongiurare di sforare il patto di stabilità del solo 0,1% vuol dire reperire altri 1,8 mld.

L’Italia – e con essa altri paesi – hanno bisogno di investimenti sostanziosi e coraggiosi. All’Italia per ottenere risultati significativi di ripresa servono almeno tra i 60 e i 100 mld di €. Diversamente si andrà sempre peggio e il peggio sarà pure per tutta l’Ue, perché un’Italia da sostenere imporrà ben altre iniezioni di liquidità che la piccola Grecia.

Serve un Governo e una classe politica lungimirante e coraggiosa, capace non di sculettare con la coda tra le gambe in ambito Ue e merkeliano, bensì di far intendere il disastro a cui certa politica comunitaria e Bce sta costringendo varie nazioni.
Per farlo serve sforare coscientemente il patto di stabilità imposto dall’Ue e salire anche oltre il 6%. Solo in questo modo si può sperare di rilanciare industria, produzione, occupazione e consumi, riducendo coraggiosamente l’eccessivo costo sul lavoro che priva di competitività le nostre aziende, specie in favore di quelle tedesche.
Ovviamente ciò non basta, perché ciò sarebbe solo il prodromo delle cose da fare: riformulazione dei mercati, titoli sovrani con uguali tassi ovunque nell’Ue, facilitazione del credito a famiglie e imprese, tassazione e regole uguali ovunque.
Tutte cose che la Merkel si guarderà bene dal fare e dall’accettare, facendo il suo onesto lavoro di governante tedesca e non Ue.

Serve stare nell’Ue e nell’€?
Molti se lo chiedono e pure noti economisti.
Ovviamente uscirne sarebbe come fare un salto nel buio. Tuttavia non ne sarebbe impossibile.
Sta di fatto che finché Pd e Pdl si nasconderanno dietro la falsa questione della decadenza di Berlusconi – benché politicamente rilevante – questo Paese sarà avulso da un vero progetto di rilancio, sia che si decida di stare nell’Ue e nell’€, sia che si decida di uscirne per impossibilità di poterci stare, pena il morire con una lunga e deleteria agonia.




[1] - Basti ricordare la vendita di 50 mld di bonds italiani da parte della Bundesbank in un solo giorno

domenica 25 agosto 2013

Tempesta montana estiva.

Il sole s’occulta incerto tra manche nubi nerastre
e la nebbia dal basso ascende veloce gl’irti monti.
Il vento squassa giù in valle lo specchio lacustre.

La selva eleva un lamento di nuovo più intenso,
qual’esser vivente che geme un pericolo immane.
L’abete s’inchina in guaito al tumulto del vento.

Nerastro torpore avvolge la Cascina alla vista,
mentre della procella il lamento sibila ovunque.
Bagliori continui squarciano il fosco grigiore.

Boati in tumulto rimbombano rapaci e rabbiosi,
la mandria atterrita si stringe in un unico corpo.
Bruno s’accuccia al riparo nell’angolo scuro.

Un lampo accecante pervade la costa del monte,
l’abete, nel prato, s’incendia qual torcia rovente.
Lo scroscio possente spegne l’arsura del fuoco.

Un boato tremendo s’espande ovunque vibrante,
i vetri e le imposte si sbattono frementi e atterrite.
La Cascina si scuote impaurita per tanto tremore.

Billy si stringe sereno e fidente all’amato padrone,
mentre Gini sorbe il tosco gustoso chianti di Sieve.
Scrosci furenti e funesti diroccano ovunque feroci.

Tumulto possente colma fulmineo l’ampia Cascina;
è Gini che libra incurante il suo ebbro organ canoro.
Il frastuono della tempesta tace, sedotto, in ascolto.

Il sole ritorna tra fenditure di nembi per scomparire;
il giorno, con il tramonto, incombe verso la sua fine.
La tempesta si placa e si spegne come ogni … vita.
 

domenica 11 agosto 2013

X Agosto 2013.

San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle …,
perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla.[1]
In buia notte alla Cascina mi accinsi festante
per mirar il lacrimante buio ciel d’ardenti luci.

Una stella improvvisa oltre Cassiopea balena,
luccicante nel fulgor della chiara e fresca notte.
Arde e cade! Per spengersi sulla costa del monte.
Desiderio balena, nel cuor, improvviso. Chissà!

Il Carro disegna il suo carico per la Lattea vicina,
parente discosta anni luce che paion istanti remoti;
mentre la tenue Polare balena nel buio pulsante,
mirando la piana che sfavilla con bagliori superba.

Le Pleiadi Vergilie sul Cillene ancora soggiornan,
con il loro aperto remoto ammasso di sette sorelle.
A Ovest uno sfavillante bagliore illumina la volta,
cadendo ardente e veloce verso il talamo del Sole.

L’essere mio tremola d’anni tra l’alpeggio d’altura,
mentre Gini col calice colmo canta beato e sonante.
Errabondi fragili esser mortali tutti noi siamo,
come stelle cadenti che in un attimo ardono in cielo.

Ad Est un altro astro brilla, illumina e cade rovente,
quasi planando tra le oscure braccia del grande noce.
Dovunque il guardo io giro, Immenso Dio, ti vedo:
Nell’opre tue t’ammiro, Ti riconosco in me![2] Grazie!



[1] - Giovanni Pascoli – X Agosto.
[2] - Pietro Trapassi (Metastasio) – Dovunque il guardo io giro.