lunedì 23 marzo 2020

Dio è morto?




In morte di Mauro Tesi.    

              Dio è morto?

 

Sta la verde bergenia al sol,
che primavera annunzia con tepido calor,
mostrando fiera di San Giuseppe il fior
e nobilitando la corte con bocciol rosa.

Tristo s’en sta il deserto borgo.
Una sdentata vecchia or ora sola s’en va
tra le strette viuzze con il logoro mantel,
becero e nero di fumante pece zuppo.

Invisibil va, qual certo tristo ladro,
trainando seco con sordido roco rumor
la falce adunca sull’acciottolato scuro,
lorda di fetido sangue nero e grumo.

La gente chiusa in casa sta
di timor pervasa per la moderna peste,
che ai suoi cari strappa specie l’anzian,
che sol s’en muore senza conforto alcuno.

Neppur la salma rende ai suoi,
per la degna pietà di sepoltura giusta.
Druido non c’è che benedizion e prece dia,
ma sol il freddo duro legn racchiude il tristo.

Sull’uscio, al sol, il villan sta.
Mira afflitto e mesto la corte ben sbarrata.
Alcun lamento gli esce dall’amara bocca,
perché il petto pervaso dal dolor s’è chiuso.

Infine il guardo volge al ciel
e nel silenzio cupo dentro sé impreca:
Dio, che fai lassù; forse ciò non vedi?
Lasci tutti morir? Forse pur tu sei morto?


 

              


 

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